L’importanza di vivere a sinistra, in un contesto locale, dove il problema dell’emarginazione è forte e difficile da gestire, significa partecipare attivamente alla salvaguardia di diritti fondamentali come la tutela della cultura e della socializzazione intesa in senso ampio.
A questa breve introduzione si rifà l’impegno nostro, del movimento di sinistra, che ad oggi diventa anche un movimento ampio che non guarda ad un colore politico, nella problematica specifica, ma che racchiude in sé il senso della tutela di tutti i diritti fondamentali che in un paese “apparentemente” normale come il nostro devono essere scontati.
Sabato 8 marzo abbiamo avuto la capacità di sintetizzare tutto questo facendo un incontro trattando il tema delle politiche sociali nelle case gescal, non primo e non ultimo in fatto di incontri.
La novità è stata quella di discutere dei problemi dove possono esservi le difficoltà e quindi di uscire dai “soliti” luoghi politici. Logicamente il nostro era un esperimento. Esperimento ben riuscito vista la partecipazione e che sicuramente verrà riproposto in altri luoghi con altri temi.
Il motivo dell’incontro è stato innanzitutto la volontà di far conoscere la “carta dei servizi sociali”
Carta dei servizi sociali che rappresenta un documento a cui fanno capo i comuni rientranti nell’ambito C6 dell’Alto Casertano, e che serve per chiarire gli elementi informativi essenziali per accedere al sistema di interventi, servizi e prestazioni offerti dalle amministrazioni comunali coinvolte, atti a garantire un sistema socio-assistenziale integrato rivolto alle famiglie a alle fasce più deboli.
I requisiti necessari per accedere ai servizi previsti dalla carta dei servizi sociali vengono accertati dall’ufficio di cittadinanza (UdC) del comune di Alife.
La carta dei servizi sociali si articola su 3 regolamenti:”il sostegno economico ai nuclei familiari”, che si rivolge ai minori orfani, agli invalidi del lavoro incollati ed agli indigenti; “il servizio di assistenza domiciliare agli anziani e disabili”; “l’azione integrata di contrasto alla povertà, alla marginalità e di sostegno al reddito”.
Una cosa che è dispiaciuta a noi tutti gli intervenuti è stata la mancata presenza della responsabile dell’UdC del comune di Alife.
Sottolineando che l’interesse nostro è quello di evidenziare che il problema non è circoscritto nelle case gescal ma si estende su tutto il territorio alifano ad oggi abbiamo deciso di colloquiare con gli abitanti delle “palazzine” solo come punto d’inizio, per capire realmente come si estende il problema.
In settimana sarà distribuito un questionario che tratta dei problemi sociali-sanitari-economici da sottoporre ad un gruppo sociologi.
Credo che le buone azioni che si fanno una volta ogni 5 anni finiscono per produrre solo una cattiva abitudine. Bisogna rimboccarci le maniche tutti. Il mio vuole essere un modo per aprire il nostro movimento ad altre associazioni.
Giuseppe Santagata